
Anna Zucchini è una poeta di Bologna. E’ molto brava anche nelle incisioni grafiche e nella scrittura di racconti, fa parte della Tribù che scrive, in prosa. Però ora parliamo della sua poesia. E’ cofondatrice del Laboratorio di Parole del Pilastro, noto in città.
La poesia di Anna Zucchini è solida, priva di retorica, mai banale. E’ pulita, nitida, precisa, densa. E’ una poesia improntata a grande sincerità e leggerezza. Ci sono la tenerezza, il silenzio, la paura, l’assenza, la rabbia, la noia, l’amore. C’è il viaggio di una vita intera che nella poesia ha trovato l’equilibrio, una via alla ricerca di senso, alla ricomposizione degli opposti. Lo stile è misurato, basato su metafore, rime, ripetizioni, assonanze. Una poesia fatta di immagini, di colori, fra un concreto e un astratto che spesso assumono significati universali. Sentiremo il cammino dall’infanzia, alla giovinezza, alla famiglia, all’età matura, fino all’elogio dell’eternità e della bellezza. E’ quest’ultima a permettere uno “spreco felice”, apparentemente inutile, che invece caratterizza l’essere umano. In lei crede Anna Zucchini che si definisce “una perdente felice”, “una nomade dalle radici solide”. Ha “…una rabbia precisa e zelante”. E’ diversa la pioggia della giovinezza in confronto a quella dell’età matura, però “Capitano cieli, a volte, / di un insensato blu e tra i rami del parco/ sostano uccelli clandestini”.
(Serenella Gatti Linares)
Documento personale
Nata in un tempo sbagliato
e sbagliata nei tempi –
abito a una qualunque metà strada,
comunque sia, lontana. Sono una nomade
dalle radici solide.
Per professione ho indossato un camice
bianco di una rabbia precisa e zelante.
Ho solo segni e ferite. Se particolari non so.
Ma non si guardi la foto – non si vedono
le memorie le intuizioni le matite spuntate,
neppure dagli occhi in bianco e nero
è possibile capire che si tratta, in ogni modo,
di una perdente felice.
§
Il falegname
Una accortezza tenera
quella delle sue mani indurite dal mastice
sulla pelle giovane di una sposa.
Su quella delicata della figlia la tenerezza.
A sera lui porta con sé, sul grembiule color legno,
una testarda segatura,
di cui si leggono tracce sulle cosce
quando lei gli sale in braccio.
Il falegname ha il corpo di radica
e il cuore ad anelli, morbido al centro,
di chi sa e non vuole dire.
Se odora di ferro è per via della sega e del martello:
gli servono a squadrare e delimitare
i confini,
ma se gli fiuti un certo non so che
di pialla e carta vetrata è per farne
dolcezza come le carni delle sue donne.
Il falegname ha la forza necessaria
per aggiustare
la vita, così come le cose.
(Anna Zucchini)
Anna Zucchini nasce a Bologna e lì vive, lavora e scrive. Appassionata d’arte e di letteratura, si cimenta fin da giovane con matite e penne. Tra le arti visive trova la sua migliore espressione nell’incisione grafica, che pratica da oltre un decennio. In scrittura le sono congeniali il breve racconto per quanto riguarda la narrativa, e la poesia con la quale si misura fin dai tempi in cui, fra gli altri, ha dato vita al Laboratorio di Parole. Oltre alla pubblicazione delle poesie nel volume Il volo degli ippopotami (2016), ad altre apparse, negli ultimi anni, in ogni numero della rivista Parole e nelle relative raccolte, tutte edite dal Laboratorio, si trovano dell’autrice racconti nei Racconti bolognesi e Racconti a tavola (ed. Historica) e nel volume Invecchiare amando” (Terra d’Ulivi, 2018).
Tra i premi letterari, nel 2012 si aggiudica un terzo posto con il racconto “Pervicacia” nell’ambito di “Scriviconloscrittore” e replica l’anno successivo all’interno del “Premio Tortoreto alla Cultura”. È settima al concorso “La pergamena di Clio” che le pubblica il racconto Autunni.

