Casino Conolly, di Mariangela Guatteri (edizioni il Verri 2024), è un libro diviso in sezioni che descrivono la struttura e il funzionamento dell’ex-complesso manicomiale di Reggio Emilia; una delle aree era appunto dedicata allo psichiatra inglese John Conolly. La prima parte è quella che appunto dà il titolo al libro, e che descrive le attività che lì si svolgevano: accoglienza, osservazione, “simpatici e utili passatempi”, come fare il pane, tessere, filare, fare la calza. Tutto Casino Conolly è costruito in base alla tecnica del montaggio, e i testi che Guatteri raccoglie, sminuzza e mette insieme sono molto diversi tra loro: dalla filosofia alla letteratura ai manuali di istruzioni. Già nella prima sezione, dove si descrivono le abitudini quotidiane degli internati, risulta evidente come Guatteri esplori il rapporto tra spazio, potere e linguaggio in senso propriamente foucaltiano, usando i prelievi di testi in funzione spesso ironica: “E’ entrato l’ordine, la disciplina, la quiete, la contentezza”, si dice; “sono tutti liberi, sciolti”, si aggiunge, facendo riferimento ai pazienti. E’ così che il lettore fa il passo in avanti che gli è richiesto, pensando a tutte le situazioni nell’ultimo secolo che gli possano venire in mente, e non sono poche, in cui i limiti, le barriere di contenimento, le linee di divisione siano stati messi a servizio di una disumanizzazione dell’umano. Il linguaggio allora, in Guatteri, è piegato e messo a servizio dell’individuazione dell’orrore manicomiale, e in generale del trattamento a cui vengono sottoposti coloro che per ragioni diverse si trovano ai margini. La poesia, allora, lavora sulla possibilità che sovrapponendo le figure, costruendo un discorso in cui sia possibile rimettere insieme i pezzi, il nostro senso della realtà possa ritrovare dei connotati conformi a un significato, a una giustizia: “quando il senso con nessuna delle interpretazioni che si hanno a portata di mano, viene un senso di irritazione, le parole non ci danno soddisfazione. // Lavorare sulle congruenze: azione sulla realtà delle cose, anche quando queste appaiono come figurine, hanno uno spessore”.
(Marilena Renda)
Figura 1. Accoglienza
Colazione ore 7 e 1/2, caffè e latte; panino da caffè,
grammi 70.
Pranzo ore 13, minestra, grammi 100; carne lessa, grammi
150; oppure pietanza mista, grammi 190; pane, grammi 280;
vino puro, decilitri 2.
Cena ore 20, zuppa, grammi 80; pietanza mista, grammi
100; pane, grammi 140; vino puro, decilitri 2.
L’ispettore di guardaroba, le strutture architettoniche dei
padiglioni, gli spazi ordinati e ben attrezzati, i luoghi di
ricreazione, i laboratori scientifici, le infrastrutture, gli
ampi spazi circostanti sono una realtà autosufficiente.
Al centro il grande plastico: i bambini intenti in attività di
canto nei vari laboratori, nel dormitorio. Una piccola città
con padiglioni e ville tra parchi e giardini.
Un vero esperimento, l’opportunità d’indagare le ragioni e
i rapporti.
Un ordinato modo di vivere.
§
Figura 2. Camera d’osservazione
Illuminazione elettrica, rinnovo dei pavimenti con asfalto
e piastrelle, bagni, tubi a getto, sistema di riscaldamento a
calorifero.
Si procura di raccogliere delle notizie oltre a quelle della
modula informativa.
Bisognerebbe disegnare le teste di ognuno di loro. La
palpazione si unisce alla visione.
Gli viene praticato il bagno di pulizia e se ne prende
subito il peso.
Fissità, rigidità di volumi.
La realtà della sua malattia.
13 giugno, delirio sensoriale. Scomposizioni, scissioni,
specializzazioni, strumentazioni progressive.
Il letto è un momento importante e uno strumento stesso,
riciclandone la materia per farne utili sedie per i malati.
Coll’isolamento, colla cura del letto, col silenzio, coi bagni
tiepidi e prolungati; poi, semplici camiciuole di tela
munite di anse su cui si passano le fasce che fissano senza
stringere. Dei guanti per i laceratori, delle scarpe fisse con
vite e qualche cintura.
Ancora un ordinato modo di vivere.
(Mariangela Guatteri, Casino Conolly, edizioni del verri, 2024)
Mariangela Guatteri è artista visivo e scrittore, classe ’63. Ha progettato la galleria d’arte più piccola del mondo, Pubblico/Privato, per installazioni site-specific.
Ha pubblicato vari libri tra cui Tecniche di liberazione / Techniques de libération; trad. francese di Michele Zaffarano (Tielleci, 2017); Figurina enigmistica (IkonaLíber, 2013); Il secondo nome (Arcipelago, 2012); Stati di assedio –Premio Montano– (Anterem Edizioni, 2011). […] Fa parte della redazione di GAMMM.org […]. Ha ideato e curato con M. Giovenale, M. Zaffarano e G. Marzaioli EX.IT Materiali fuori contesto […]
Mariangela Guatteri

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