Appunti
I
Adesso il piano è obliquo e le immagini più simili a un gas. Ogni cosa eccede il proprio scorrimento. L’abisso, come il desiderio, una questione di idraulica. Quel che scorre è riavvolto nella propria cifratura: sequenze ricondotte a frequenze, anagrammi ad avvertimenti, allarmi, il cervello a un colabrodo. Ci sono linee e rombi, segni che emergono, una bocca che ruota se appari.
II
Cose nere e nervose. Cose che rimbalzano, messaggi, bagliori, cose cadute fuori dalla sostanza, fantasie minerali. La luna rovesciata nell’uva bianca, i segni scatenati dal loro legame. Cose trasparenti, irrivelate, fantasmi accerchiati da tubi.
III
«Se entri dentro stranamente rimani / nell’aria». La visione è triangolata. Le linee risolte in velocità, bestie, confini. Il fiore, dicono certi giapponesi, fiorisce così come fiorisce.
Il fiore fiorisce così come fiorisce è il punto in cui sono chiamate in questione la massima vicinanza e insieme la massima distanza tra la mistica europea e il buddhismo malahayano. Silesius: La rosa fiorisce senza un perché. Fiorisce poiché fiorisce. Tra il così come dei giapponesi e il poiché di Silesius si dà l’intera questione. Ueda lo investiga magistralmente: se il così come è la descrizione di un movimento dell’accadere, il poiché implica ancora un movimento di pensiero, una causa e un effetto, un’origine e una destinazione, qualcosa che comincia e poi una conseguenza. C’è, al culmine della mistica, un dio irremovibile, un residuo di dio che non è possibile deporre, polvere che non può essere spazzata, ultimo resto irriducibile. L’ein einic ein di Eckhart.
IV
«non sopporto
né di giudicare né di analizzare
né di esercitare alcuna critica,
nemmeno di capire sopporto»
(Mattia Tarantino)
Da Annia:
Primo mese
Dal mezzo della luce frontale
confine verticale
nei cunicoli della mente
estensione orizzontale
dal condotto solitario
busto d’albero.
Fuga di voce dal tubo
traccia crepe nelle pareti
canto al contrario.
§
Secondo mese
Gran disturbo di memoria
bianchi rami fissa l’ira
incavi sui fianchi
dallo scorcio del cortile
travestirsi in dimora.
Volo in corona
guscio d’uovo
ridisegno un rovescio.
(Jonida Prifti, Sorelle di confine, Marco Saya Edizioni, 2024)
Jonida Prifti è poeta/vocalist, artista poliedrica, performer e interprete dall’albanese all’italiano e viceversa. E’ nata a Berat (Albania) nel 1982, ed è emigrata in Italia (Roma) nel 2001. La sua ricerca spazia tra la poesia sonora, la musica e le arti visive. Si è laureata nel 2010 con una tesi magistrale sulla poetessa italiana Patrizia Vicinelli all’Università de “La Sapienza” di Roma. La sua tesi è stata poi pubblicata in e-book dalla casa editrice accademica Onyx nel 2014. Fra le pubblicazioni: ‘Non voglio partorire un corpo di plastica’ (Alfabeta2, 2010); ‘Ajenk’ (Transeuropa, 2011); “Rivestrane” (Selva, 2017); “Oriane” – Libro d’Arte in collaborazione con Cristina Piciacchia (HD Edizioni, 2017), “Stazione degli occhi” (Kurumuny ed., 2021), “Sorelle di confine” (Marco Saya ed., 2024) con la prefazione di Andrea Cortellessa e la postfazione del poeta e paroliere Pasquale Panella. E’ stata ospite a diversi congressi e seminari accademici sulla poesia e la letteratura. Nel 2008, ha fondato il duo di poesia sonora ‘Acchiappashpirt’ con il musicista Stefano Di Trapani. Questo progetto “miscela” musica contemporanea e poesia d’avanguardia. Insieme, dal 2010, organizzano annualmente a Roma il minifestival internazionale di poesia sonora “Poesia Carnosa”. Inoltre, nutre altri tre progetti musicali/poetici/dadaisti tra cui “Jona” (solo piano series); ‘J A’ (con la musicista Andrea Noce);‘Alfabeti Barbarici’ (con l’esperta di culture arabe Donatella Della Ratta alias Lulu Shamiyya). Dal 2012 al 2015 è stata voce solista nella band “Shesh”. Ha partecipato a vari festival di poesia in Italia e all’estero. Nel dicembre 2021 nasce il suo primo progetto solista poetico/musicale “Nido”. Ha pubblicato il suo album di debutto (tape) “Carnica” il 15 febbraio 2022, frutto di una performance registrata durante l’evento ‘Wet Pain_t’ il 20/12/2021 al Fanfulla (Roma) con l’etichetta “My Private Own Records”. A maggio del 2022 ha partecipato all’esposizione “Zerynthia. Metamorphosis”a la “Galerie de l’UQAM” di Montreal con un estratto dell’album “Carnica”. La mostra era a cura di Louise Déry, Anne Philippon, Mario Pieroni / Dora Stiefelmeier, Claudio Libero Pisano.

