Nota di lettura di Bartolomeo Bellanova su Mariapia L. Crisafulli

Mariapia L. Crisafulli ha conseguito la laurea in Storia, politica e relazioni internazionali all’Università di Catania. Si occupa di letteratura e critica, collaborando a diverse iniziative editoriali. Ha all’attivo varie pubblicazioni, tra queste si ricordano: le raccolte poetiche Come un’Odissea. Appunti di viaggio (Macabor, 2019), opera seconda classificata al Premio Casinò di Sanremo A. Semeria, La vita là fuori (Macabor, 2021), opera finalista al premio Laurea in Poesia, indetto dall’Università Pontificia Salesiana; la curatela editoriale Tu sarai la mia speranza (Macabor, 2022) e la raccolta di saggi Bravi maestri. Dissertazioni su Pasolini, Marcuse e Calandrone (Macabor, 2024). “La vita là fuori” (Macabor 2021), è la vita degli altri, che poi alla fine sono pezzi di noi, incompiuti tutti, osservati dallo sguardo profondo della poetessa. L’avverbio “là” indica, infatti, un luogo, in questo caso prevalentemente interiore, distante da chi parla e da chi ascolta. Ma c’è davvero qualcuno che “là fuori” la vita la vive appieno o, forse inconsapevolmente, crede di viverla per davvero? Quanti sono i meccanismi delle perdite, dei disamori e degli autoinganni che ci avviluppano nel quotidiano sopravvivere? L’autrice scava a fondo per ricercare le radici di “questo male di vivere” senza fare sconti nemmeno a sè stessa e scrive anche di vita minima, quella microbica della polvere che si deposita in silenzio su ogni oggetto domestico, e alla fine, come il velo di Maya, sulle storie di ognuno slabbrandone i contorni. “C’è la vita là fuori di tanti anni fa / Noi la vediamo sorridere ancora / [noi che non la viviamo / e imparammo a bramarla / Tutti ci dissero che non era la nostra / Tutti ci dissero che era la loro / Ma loro tu pensi la vissero mai?”
La poesia assunta a massicce dosi giornaliere rappresenta l’unico medicamento che sconquassa e divora, ma è indispensabile per allontanare almeno temporaneamente quell’inestricabile malessere interiore: “Il dottore mi ha detto di scrivere / poco / ché scrivere stanca / e il corpo alla fine / s’arrende / Molte parole così le conservo / [per l’indomani / come conservo la malattia / se alla fine del giorno / ancora non scrivo”. Poesia come catarsi quando ogni altra boa, dall’amore agli affetti domestici ci lasciano con un senso di impotenza e smarrimento.
La scrittura della poetessa, che interiorizza e fa proprio con un linguaggio del quotidiano mai banalizzato la tradizione letteraria del novecento italiano (il verso “il codazzo delle folgori” riporta echi di Pascoli o Montale), ci restituisce con coraggio una riflessione sulle nostre comuni fragilità per cercare un varco nella parola che sopravvive alla polvere soffocante della nostra solitudine esistenziale.
Nel lavoro successivo Tu leggimi poesie (Grace Edizioni, 2024) e negli inediti che leggerà in pubblico questo pomeriggio per la prima volta, la versificazione si asciuga fino a assumere in alcuni casi forma di epigramma, con epifanie finali che ricordano la versificazione di Emily Dickinson: è un tiro a segno che con precisione chirurgica cerca di portare fuori da sé un dolore e liberarsene attraverso questi cocci di versi.
(Bartolomeo Bellanova)

Testimoni

Questo male di vivere
lo conosci anche tu:
gli dai un altro nome
ma è lo stesso del mio
C’è la vita là fuori di tanti anni fa
Noi la vediamo sorridere ancora
[noi che non la viviamo
e imparammo a bramarla
Tutti ci dissero che non era la nostra
Tutti ci dissero che era la loro
Ma loro tu pensi la vissero mai?

§

Al crepuscolo

Il dottore mi ha detto di scrivere
poco
ché scrivere stanca
e il corpo alla fine
s’arrende
Molte parole così le conservo
[per l’indomani
come conservo la malattia
se alla fine del giorno
ancora non scrivo
e tutto perde senso
e io perdo il senno
poi crollo nel sonno
se viva e vogliosa
di battere e battere e battere
sulla tastiera
fin quando la mano
si inceppa
E allora risorgo

(da La vita là fuori, Macabor, 2021)

Mariapia L. Crisafulli (Messina, 1996) ha conseguito la laurea in Storia, politica e relazioni internazionali all’Università di Catania. Attualmente sta perfezionando gli studi in Scienze storiche e orientalistiche. Si occupa di letteratura e critica, collaborando a diverse iniziative editoriali. Tra le sue pubblicazioni si evidenziano: le raccolte poetiche Come un’Odissea. Appunti di viaggio (Macabor, 2019), La vita là fuori (Macabor, 2021), la curatela editoriale Tu sarai la mia speranza (Macabor, 2022) e la raccolta di saggi Bravi maestri. Dissertazioni su Pasolini, Marcuse e Calandrone (Macabor, 2024).

Mariapia L. Crisafulli